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Alla scoperta di Radicofani, un tesoro della Val d’Orcia

Girovagando per la Val d’Orcia un po’ per caso, un po’ per fato mi ritrovai a Radicofani

♥Un giorno speciale♥

Il mio viaggio parte da Pian dell’Asso ai piedi di Montalcino.

In compagnia della mia Browni decido di percorrere  la strada provinciale in direzione San Quirico d’Orcia.

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Prima sosta nella località di Bagno Vignoni per un caffè e una visita alla libreria indipendente “Librorcia”.

Lungo la strada una passeggiata nel borgo di Castiglione d’Orcia, un luogo speciale dove nei giorni precedenti avevo vissuto una serata meravigliosa durante l’evento “Calici di stelle” degustando vini Orcia Doc in ottima compagnia.

Lascio Castiglione con la promessa di ritornare e raggiungo la strada provinciale del Monte Amiata verso la Cassia, d’improvviso mi trovo lungo un percorso a me sconosciuto.

Una strada bellissima e silenziosa dove poter ascoltare la natura che comunica, piena di paesaggi che arricchiscono il tuo sguardo donandoti serenità.

Durante una sosta fotografica un incontro particolare con dei ciclisti provenienti da Milano e una camminatrice di Bologna. Tutti percorrevano la via Francigena verso Radicofani, persone dalla grande profondità d’animo che ricordo con immensa gioia.

Sentii che l’incontro era un segno e che la mia meta doveva essere proprio quel borgo e la sua fortezza che già si intravedeva.

Mi domandavo: <<Chissà come sarà e cosa troverò lassù>>

Lungo il tragitto capii che il luogo scelto era giusto grazie ad un incontro magico con due cavalli, uno grigio e uno sauro.

Bellissimi, sereni e liberi.

Amo i cavalli, da sempre!

Mi donano un senso di libertà quando galoppano, di gioia quando sgroppano e di pace quando da fermi si godono la natura.

Ho sempre pensato che questi esseri non vanno domati ma ascoltati.

Quell’incontro mi emozionò e mi fece pensare ad uno dei miei sogni, una casa in campagna con tante rose e un panorama ispiratore, un cavallo libero che galoppa disegnando il perimetro delle vigne e tre jack russel che giocano e si rotolano nell’erba fresca.

Mentre guidavo alzai gli occhi al cielo e vidi la fortezza, un monumento imponente che mi attendeva.

La Fortezza

All’entrata ho provato una sensazione di immensità.

Ho cominciato a girare su me stessa come una ballerina in un “pas de deux” e davanti ai miei occhi il Monte Amiata, il Monte Cetona, la Val d’Orcia, la Valle del Paglia, la maremma laziale e l’Umbria. 

Un luogo dove ti senti ad un passo dal cielo.

La Fortezza di Radicofani alla fine del 1200 divenne rifugio di Ghino Di Tacco, il brigante gentiluomo citato da Dante Alighieri nel sesto canto del Purgatorio della sua Divina Commedia e ispiratore di un’intera novella del Decamerone di Giovanni Boccaccio che lo dipinge come il brigante buono.

Ho percorso interamente il castello, attraversato i cunicoli sotterranei, visitato i cinque bastioni e il Museo del Cassero che custodisce reperti archeologici, dagli etruschi al 500 e documenti sulla storia della Fortezza e sul restauro. 

Mentre ti perdi nella bellissima mostra non ti accorgi pian piano di salire e arrivare all’estremità della fortezza dove resti stupito da un panorama unico che non voglio descrivere perché va vissuto.

Ho girato, ho meditato, ho lanciato i sogni all’Universo, sono stata tanto tempo seduta sull’erba godendomi totalmente questo monumento di beltà, il suo panorama e la sua storia.

Il borgo 

Radicofani è un antico borgo della Val d’Orcia che si trova tra la Tuscia Viterbese e le Terre di Siena

Viene chiamata anche città delle fontane. Nel suo territorio vi è la Fonte Grande del 200 sulla via Francigena, la  Fonte dei Cappuccini del 500, la Fontana Medicea risalente al 600, e quella dell’Antese.

Nel suo territorio si possono ammirare chiese antiche nelle quali vi sono tesori, Spedali, palazzi medievali, la statua di Ghino de Tacco nei giardini del Maccione, il palazzo Pretorio, l’antico Quartiere Ebraico e poi un luogo incantato dal nome “Bosco Isabella”, un giardino fatto costruire dai Luchini tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900 che conserva gli alberi e le essenze di tutto il mondo. Al suo interno anche un percorso che si rifà al Tempio Massonico, una piramide costruita insieme al giardino, resti di un luogo di culto etrusco e resti di un fortino senese. 

Sulla vecchia Cassia si trova l’Osteria Grossa che ha funzionato come stazione di Posta e Dogana  ospitando personaggi illustri come Mozart, Dickens, Pio VI, Pio VII, Ferdinando I°, Cosimo II°, Thomas Gray e molti altri.

Un gioiello

Radicofani è un gioiello, un luogo dove il tempo sembra non trascorrere. 

Ho passeggiato per le sue strade godendomi ogni tesoro e ogni fiore. Tutte le case sono adornate con dei fiori, un godimento di profumi e colori.

Mi sono incantata ad osservare le vecchie botteghe dove poter comprare qualcosa per un pranzo fugace e ho preso un buon caffè ad un bar in centro pieno di libri e con tante scritte simpatiche sulle mura.

Durante l’estate nel borgo si celebra la sagra del raviolo.

I ravioli vengono preparati dalle donne del posto secondo antichi e tradizionali metodi e si possono gustare al ragù o con burro e salvia.

Questo luogo è stato per me una piacevole scoperta, un altro posto della toscana che è entrato nel mio cuore.

Vorrei tanto tornarci a cavallo o in moto per godere del vento tra i capelli e nei pensieri.

Nel frattempo sogno e mi organizzo.

Al prossimo percorso.

Un abbraccio dalla Val d’Orcia

A presto

Namastè

Valeria

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