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Attraverso i miei occhi i colori di Montalcino

Montalcino fa parte del Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia, Patrimonio dell’Umanità.

Prima parte 

Un borgo medievale che risplende su una collina e dall’alto saluta il Monte Amiata e osserva la Valle dell’Ombrone, la Valle dell’Asso, la Val d’Orcia, le Crete Senesi e le colline della Maremma.

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Montalcino -Ph Andrea Rabissi

Circondato da terreni che accolgono vitigni e lecci, che dimorano nei suoi boschi, è un luogo che ha storia e storie da raccontare.

Nello stemma cittadino è rappresentato il leccio e alcuni dicono che il nome Montalcino dal latino Mons Ilcinus (mons è monte e ilex è leccio) significhi Monte dei lecci.

I resti etruschi che si trovano a Poggio delle Civitella, a solo tre km dal paese, dimostrano che era già abitata a quell’epoca.

Nel corso del Medioevo il paese ebbe molta importanza grazie alla sua posizione sulla via Francigena che dalla Francia raggiungeva Roma.

Il Rinascimento la vide protagonista di molti conflitti causati dalle lotte tra Firenze e Siena per l’egemonia sul territorio.

Quando ci fu la caduta di Siena, i nobili di quest’ultima diedero vita alla Repubblica di Siena in Montalcino.

Il governo senese nel 1559 lasciò il borgo che entrò a far parte del Granducato di Toscana fino al 1861 quando vi fu l’Unità d’Italia.

Arte, cultura e tradizioni

È il  giorno 26 del mese di ottobre del 2019.

Sono a Montalcino in un piccolo monolocale all’entrata della Porta Cerbaia dove c’era la vecchia Oliviera.

Scrivo racconti per il progetto Paesaggi Umani e mi perdo nelle lunghe passeggiate alla scoperta di questo meraviglioso luogo.

Montalcino è un luogo fatto di arte, cultura, tradizioni e di un popolo di sapienti.

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Sagra del Tordo – Montalcino

È il week della 62° edizione della Sagra del Tordo.

Esco presto di casa per godermi la città e il caldo tepore di un sole che nasce.

Mentre cammino lungo via Soccorso Saloni per raggiungere il centro, mi inebrio nell’odore del pane appena sfornato del forno Lambardi.

Che voglia di vedere, conoscere e trovare ispirazione.

Ho la mente, il cuore e la creatività che danzano una rumba con i miei sensi

Arrivo in Piazza del Popolo da via Matteotti dove ci sono tanti locali per poter mangiare o solo degustare un calice di vino, antiche botteghe e piccoli negozi particolari.

Questa Piazza dopo l’Unità d’Italia e fino al 1945 fu chiamata Margherita in dedica alla Regina.

Mi incanto a guardare le logge che i cittadini chiamano “Il Capellone” per la funzione di cappella pubblica quando nel XIII secolo fu costruita la prima parte.

La piazza apparteneva al popolo insieme all’edificio di fronte: il Palazzo dei Priori.

Questo palazzo ha logge proprie che un tempo erano adibite a Magazzini del Sale.

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Balli folcloristici – Ph Valeria Iannitti

In piazza la musica e i balli del gruppo folcloristico Il Trescone di Montalcino.

Un tuffo nelle tradizioni!

Uomini e donne, indossano vestiti storici e ballano danze tipiche toscane di un tempo che fu.

Continuo per via Mazzini fino a Piazza Cavour, mi colpisce il giardino curato da Tito, un creativo che ha salvato questo spazio dall’abbandono rendendolo un’oasi felice.

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Montalcino -Ph Andrea Rabissi

Mentre passeggio al suo interno mi sembra di vivere una favola.

Da lì, dove dimora il Comune di Montalcino,  parte il Corteo Storico verso Piazza del Popolo dove avverrà il sorteggio degli Arcieri del Quartieri.

Decido di andare a vedere la chiesa di Santa Maria del Soccorso  e mi incanto nel panorama che accompagna il mio cammino.

Uno spettacolo sempre diverso e sempre magnifico.

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Chiesa della Madonna del Soccorso – Ph Valeria Iannitti

Questa chiesa fu eretta nel  1330 sulla chiesetta medievale di Porta al Corniolo.

Qui veniva esposta al popolo una tavola antica che raffigurava la Vergine. L’edificio ha subito varie modifiche e oggi contiene altari barocchi e un organo a canne costruito nel 1850.

Guardo l’orologio: è tardi!!!!

Il Corteo Storico sta per partire per il campo di tiro dove si terrà la Provaccia di tiro con l’arco.

È la prima volta che vedo un simile spettacolo e resto entusiasta, coinvolta ed emozionata.

Il campo gara è nei pressi della Fortezza dalla quale inizio a scorgere un tramonto di un rosso speciale che accoglie noi stranieri e dona a chi appartiene a questa città un momento di grazia.

La prova è finita e tutti corrono via per partecipare le cene propiziatorie e io continuo a godere delle voci di un luogo in fermento.

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Chiesa di Sant’Egidio – Ph Valeria Iannitti

Durante la festa, come in quella di Apertura delle cacce che si tiene ad agosto,  i Quartieri di Montalcino, Borghetto (bianco e rosso), Pianello (bianco e blu), Ruga (giallo e blu) e Travaglio (giallo e rosso) si sfidano in una competizione di tiro con l’arco.

Quando la gara finisce, il Quartiere che vince ritira dal Capitano di Campo una freccia d’argento.

Chi perde dovrà sopportare fino all’anno dopo i canti, i festeggiamenti e gli scherzi dei vincitori.

Questa festa rappresenta un popolo, le sue tradizioni e anche la rivalità storica tra i villaggi che mille anni fa crearono la città.

Le usanze che uniscono i popoli donandogli una forte identità.

In quei momenti mi sento parte di loro e  lasciandomi accompagnare da un sole rosso che va a dormire vado a preparare la cena.

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Brunello di Montalcino – SassodiSole

Stasera carne alla brace con un calice di Brunello Dogc dell’azienda SassodiSole.

A domani.

La Sagra del Tordo continua e ci aspetta.

Un abbraccio

Namastè

Valeria

 

Ringrazio Alessandro Nafi, Consigliere delegato alle feste identitarie del Comune di Montalcino, per la disponibilità e Andrea Rabissi, fotografo amatoriale, per le immagini concesse in uso.

Per leggere la seconda parte del racconto  ⇓

www.paesaggiumani.it/sagra-tordo-tradizione-montalcino-brunello-fortezza-vino-rosso

 

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