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Bruno, Roberto e Tommaso Terzuoli
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Roberto Terzuoli, “quell’uomo di multiforme ingegno”

Ascoltare la storia di Roberto Terzuoli ha portato alla mia mente il ricordo della prima strofa dell’incipit dell’Odissea “Musa, quell’uom di multiforme ingegno”.

Così il poeta Omero definisce il suo Ulisse, un personaggio della mitologia greca che dopo la guerra continua il suo viaggio perchè curioso di conoscere nuove città e nuove genti anche se animato da nostalgia per la patria e la sua famiglia

Nel suo viaggio si dimostra uomo di ingegno ad escogitare vie di scampo per se e i suoi compagni ma soprattutto per sfuggire al canto delle Sirene. Ottura le orecchie agli altri, per proteggerli, e si fa legare all’albero maestro perchè lui vuole ascoltare, apprendere.

Si fa chiamare “Nessuno” e sfugge ai Ciclopi e poi torna dalla sua amata famiglia sconfiggendo i Proci insieme al figlio

Seconda parte

I momenti dell’infanzia di Roberto Terzuoli , da racconti diventano ricordi grazie alle immagini dipinte dalla sua mente.

“Quando ero piccolino eravamo diciotto in famiglia: i nonni, i figli con le mogli e tutti i nipoti. Vivevamo tutti insieme nel casolare dei nonni e non avevamo la corrente elettrica, nè l’acqua ” Roberto Terzuoli 

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Vigna SassodiSole

In quegli anni non c’era molta cultura e non si conoscevano le norme e neanche l’educazione civica ma convivendo e dovendo dividere gli spazi, fin da piccoli si imparava a rispettare le persone, la natura e le cose.

Unione, condivisione, famiglia, rispetto, amore, sacrificio, divenivano pilastri della crescita e della loro esistenza.

 “ Negli anni ’80, avevo circa sei anni, il mio babbo, desideroso di avere più spazi per la sua famiglia, costruì con mio nonno una nuova casa dove andammo a vivere” Roberto Terzuoli

Alla scoperta di Roberto

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Graziella Bindi e Tommaso Terzuoli

Nasce da Graziella Bindi e Bruno Terzuoli e vive da sempre nel territorio di Montalcino.

Fin dall’infanzia è cresciuto con la presenza costante dei nonni che gli hanno trasmesso valori importanti e sono diventati i suoi punti di riferimento.

La nonna Giuseppina, una donna saggia e temeraria, dal carattere forte, una volontà di ferro e tanta voglia di vivere.

Era affetta da artrite reumatoide ma grazie alla forza che la campagna gli donava riusciva a dedicarsi a mille passioni tra le quali l’orto e gli animali.

“La nonna mi diceva: Roberto te ascolta sempre tutti ma fai sempre come ti pare. Le persone vanno ascoltate e bisogna imparare che alla fine siamo noi a decidere” Roberto Terzuoli

Gino, il nonnoera il contadino per eccellenza: arava i campi con i buoi e ha vissuto il passaggio dalla manualità alla meccanizzazione.

“Mio nonno ha vissuto un passaggio epocale. Ricordo i tempi in cui andavo con lui nel campo a fare le lavorazioni. Due grossi buoi bianchi che tiravano l’aratro ed io seduto sulle gambe di nonno. Non si sentivano rumori, solo il canto della natura” Roberto Terzuoli

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Bruno Terzuoli in vigna

Fin da piccolo Roberto lavora con il babbo e nel mentre studia. Dopo il diploma, conseguito presso la scuola di Agraria, si iscrive alla facoltà di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Firenze.

Abilitato Perito Agrario, apre il suo studio e inizia a lavorare nel mondo delle consulenze come libero professionista.

Nel 1985 il fato gli dona un’occasione unica. 

Franco Biondi Santi gli offre la possibilità di collaborare con lui come responsabile agronomico di tutto il settore di produzione delle uve: una grande opportunità che creò in Roberto un dilemma.

Questo impegno importante e molto interessante insieme al lavoro per l’azienda di famiglia, non gli avrebbe più consentito di proseguire la libera professione nè gli studi universitari.

Accettare la proposta e cambiare la propria vita o rinunciare ?

Guardò dentro di sé e sentendo forte il desiderio di vivere l’esperienza senza pensare troppo decise.

“Ho lasciato l’università ma essendo un uomo curioso e voglioso di apprendere non ho mai smesso di studiare. Nella mia attività c’è la parte agronomica, le leggi, il marketing e la comunicazione. Tutto necessita di studio e aggiornamento costante” Roberto Terzuoli

Lavora con Franco Biondi Santi per nove anni e grazie all’esperienza cresce professionalmente e personalmente imparando ad avere rapporti con persone di diversa formazione e di diverse culture.

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Roberto Terzuoli

Roberto è un uomo che con la sua determinazione, forza, coraggio, cultura e soprattutto con la grande passione per il suo lavoro, per il suo mondo e per la campagna riesce a organizzare e gestire perfettamente la sua azienda e altre mille passioni.

“Nel mio lavoro devi produrre l’uva quindi devi essere un buon agronomo, devi fare il vino buono, quindi devi essere un buon enologo e poi devi saperlo vendere trasmettendo valori che restano nella memoria” Roberto Terzuoli

 

Roberto e la natura

“Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.”San Bernardo

 

“Ho vissuto da sempre la natura e il lavoro di campagna. Quando c’è la vigna che sta male, anche se non vado a vederla, lo percepisco, e se mi capita, per sbaglio, di rompere una pianta di vite mi si chiude lo stomaco” Roberto Terzuoli

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Roberto Terzuoli e la sua vigna

Le persone che hanno la fortuna di nascere in campagna sviluppano una sensibilità verso la natura e si crea un rapporto empatico.

Un uomo di campagna “sente” la natura che diventa una cara compagna da proteggere e rispettare.

“Le cose che so, nessuno me le ha insegnate, le ho imparate vivendole. Da piccolo andavo in campagna con mio nonno, poi con il mio babbo, poi da solo e oggi ci porto mio figlio Tommaso” Roberto Terzuoli

Le piante diventano figli da crescere e amare ogni giorno e la relazione che si instaura è talmente forte da diventare indissolubile.

E  comprendi cosa significa “per sempre”!

“Ogni giorno guardi le nuvole, vedi il volo degli uccelli, senti gli odori e dai profumi che cambiano sai che la pioggia sta arrivando” Roberto Terzuoli

 

“Care viti, identiche agli occhi della bellezza, uniche a quelle dell’essenza” Valeria

Passeggiando per le campagne toscane facilmente ti incanti nel panorama delle vigne ma lo sguardo è spesso superficiale e si sofferma sulla bellezza dell’insieme.

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La vigna di SassodiSole

Come in un quadro l’essenza è nei particolari, così è per la vigna: ogni vite ha una propria vita e una sua identità.

 

“Montalcino ha un’economia basata sul vino ma i nostri viticoltori sono legati alla natura e al rispetto della biodiversità. Il territorio dedicato alle viti è di un terzo rispetto al totale, lasciato come era un secolo fa” Roberto Terzuoli

L’azienda SassodiSole ha una superficie di 90 di ettari di terreno e solo 10 sono vitati, il resto è seminativo, uliveto e bosco.

“Il mio desiderio è lasciare a mio figlio un terreno più  fertile di quello che ho trovato io. Amo la natura e la tutelo a discapito del profitto” Roberto Terzuoli 

 

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Roberto e Tommaso Terzuoli

Roberto nel ricordare gli insegnamenti appresi dai racconti del nonno e quelli dei vecchietti degli altri poderi che si riunivano seduti fuori il casale Santa Giulia, vuole trasmettere un messaggio che contiene i valori, le tradizioni di un tempo e il rispetto per le cose antiche ma contestualmente volge uno sguardo al futuro accogliendo la ricerca e l’evoluzione.

La cultura, lo studio, la ricerca, la sostenibilità ambientale, economica e sociale ci permettono di rispettare la natura e nel contempo avere un prodotto di migliore qualità rispettando il lavoro e dando la possibilità all’imprenditore di limitare i costi.

“Mi piace raccontare a Tommaso la mia storia e quella della nostra famiglia perchè credo che apprezzi ciò che hai se comprendi da dove è venuto” Roberto Terzuoli

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Bruno e Tommaso Terzuoli

Roberto vuole trasmettere a Tommaso il rispetto per le persone, la natura, le cose e fargli comprendere che il bicchiere di vino che trovi sul tavolino non è venuto da solo. E’ il risultato dell’unione tra uomo e natura.

L’intervento dell’uomo, nel rispetto della natura, è necessario per avere un prodotto di qualità che tuteli la salute umana.

La storia di Roberto è della famiglia Terzuoli è così interessante che non smetterei di narrarla ma è il momento di fare una pausa e di stappare una bottiglia di vino per scoprirne la magia.

A prestissimo.

Non mancate!

Un abbraccio

Namastè

Valeria

Per leggere le altre parti del racconto clicca qui ⇓

1 – www.paesaggiumani.it/sassodisole-terzuoli-brunello-montalcono-valdorcia-orciadoc-vino-rosso-spumante-sangiovese

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