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Dal richiamo delle origini nasce La Sbecciatrice

“La Sbecciatrice” si trova in Campania nel borgo di Villa Santa Croce.

È un luogo in provincia di Caserta che giace sul colle “Morrone del Monaco” e osserva dall’alto la bella natura delle terre Caiatine.

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Villa Santa Croce – Caserta

Nel X secolo sul Monte Santa Croce c’era un’Abbazia Benedettina dal nome S. Croce della quale oggi sono visibili i ruderi.

Un luogo abitato prevalentemente da contadini che preservano e tramandano la loro sapienza.

Prima parte 

 

I fratelli Mimmo e Lino Barbiero, un antropologo e un naturalista, dopo aver girato per lavoro e piacere, richiamati dalla terra natia e dal lavoro di campagna, decidono di tornare a casa per continuare la tradizione agricola dei nonni.

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Lino e Mimmo Barbiero – La Sbecciatrice

Iniziano aiutando i nonni, che nonostante l’età continuavano a lavorare la terra, a coltivare pomodori e raccogliere le olive, con l’idea di creare una propria azienda agricola.

Così circa 10 anni fa nasce “La Sbecciatriceche opera sui terreni incontaminati e fertili, situati in luoghi lontani da ogni tipo di inquinamento.

I nonni oltre alla sapienza e ai terreni, gli trasferiscono gli attrezzi per l’agricoltura e i trattori.

Mimmo e Lino attraverso l’osservazione imparano le tradizioni dei contadini di un tempo integrandole con la loro mente innovativa e vogliosa di sperimentare.

Coltivano materie prime e le trasformano in prodotti finiti pronti per la vendita e il consumo.

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Jurate Svilpaite e Mimmo Barbiero – La Sbecciatrice

L’azienda oggi ha la fortuna di avere una collaboratrice lituana, laureata in Ingegneria del Design, che ama il lavoro di campagna e, grazie alle sue competenze, gestisce tutta la parte relativa alla comunicazione e alla grafica. 

Il suo nome è Jurate Svilpaite ed è la compagna di Mimmo. Si è trasferita in Italia per amore integrandosi perfettamente e felicemente nell’ambiente umano, territoriale e lavorativo.

I nonni: un patrimonio di conoscenza

Domenico Barbiero e Antonietta Mastroianni erano contadini e hanno insegnato ai nipoti le tradizioni e la sapienza attraverso l’esempio.

<<Grazie ai nostri nonni abbiamo imparato a lavorare la terra, a potare e raccogliere le olive, a seminare e raccogliere i legumi e i pomodori>> Mimmo Barbiero

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Domenico Barbiero e Antonietta Mastroianni – I nonni

Domenico amava il suo lavoro ed era uno stacanovista. Oltre alla terra produceva carboni, aveva un mulino e una cantina dove offriva cibo e bevande.

Mimmo pensando al nonno prova tenerezza. Lo descrive come un uomo dedito al sacrificio che durante la raccolta delle olive mangiava in piedi per tornare subito al lavoro.

Osservando il nonno, la sua manualità, i tempi del lavoro, i modi di guardare il cielo, Lino e Mimmo hanno imparato il mestiere del contadino.

Con il tempo, la pazienza, l’esperienza e soprattutto l’amore per la terra sono diventati eredi di saperi del valore inestimabile che hanno il compito di tramandare.

<<Quando ero piccolo volevo sempre andare in campagna e spesso il nonno era costretto ad uscire di nascosto>> Mimmo Barbiero

La scelta e la nascita della “La Sbecciatrice” 

Mimmo e Lino fin dal principio scelgono di coltivare prodotti autoctoni delle terre Caiatine.

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Legumi – La Sbecciatrice

Dopo una ricerca approfondita sul territorio iniziarono a produrre  e trasformare le eccellenze del territorio. Il pomodoro riccio, il fagiolo lenzariello, il fagiolo curniciello, il cecio delle colline caiatine e vari prodotti dell’orto vengono trasformati in passate, pacchettelle di pomodoro, creme di legumi e creme di ortaggi.

Grazie alle 150 piante di olive secolari appartenenti alla varietà tipica della zona dal nome Caiazzana, presidio Slow Food, preparano vasetti di olive da mensa.

Oggi nella vecchia cantina del nonno “La Sbecciatrice” ha il suo laboratorio di trasformazione e nella sala dove venivano depositate le gassose da offrire insieme al vino c’è una saletta di ricevimento per la clientela.

Il nome dell’azienda è ispirato da Domenico Barbiero. Per definire l’attrezzo che serviva per separare i semi di grano da quelli di altre piante, in particolare dai semi di veccia, usava una forma dialettale.

Questo attrezzo dal nome svecciatrice lui lo pronunciava <<sbecciatric>> e così dal ricordo di un uomo che ha dedicato al lavoro tutta la sua vita nasce La Sbecciatrice.

Da qui inizia la loro storia e nasce la  “resistenza contadina”.

A presto

Un abbraccio

Namastè

Valeria

Per  leggere la seconda parte del racconto clicca qui ⇓

 

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