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La filosofia naturale nei vini di Paola Riccio

Paola Riccio nel 2002 sceglie di gestire l’azienda di famiglia Alepa e di diventare un’imprenditrice vitivinicola.

Seconda parte

La vita per guidarti verso la tua strada ti mette davanti a delle scelte.

Questo è accaduto a Paola.

“Vendere o non vendere Alepa?”

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Paola Riccio – Alepa

Il  legame con la casa, con la terra e con il territorio era troppo forte per lasciare tutto e dimenticare.

Paola non si era mai occupata di attività agricole ma aveva vissuto il luogo con amore e partecipato alle vendemmie e alla coralità della raccolta delle olive, durante le quale si divertiva molto.

“Ho vissuto qui l’adolescenza formandomi e tanti momenti successivi pieni di gioia e serenità. Questa conca è piena di miei ricordi” Paola Riccio 

Il destino illuminò la decisione di Paola combinando incontri fortuiti che furono rivelatori di suoi desideri reconditi.

A fine anni ’90 lavorava come promotrice finanziaria e tra i suoi clienti c’era Carlo Numeroso, il proprietario dell’azienda vinicola “I Borboni” che produce l’Asprinio di Aversa.

Con Carlo trascorreva interi pomeriggi a chiacchierare e le piaceva fare domande sulla vite, sul vino e sull’azienda.

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Vigneto – Alepa

Il suo inconscio attraverso la voglia di conoscere il mondo vitivinicolo la stava guidando.

Nel tempo cambiò azienda e non vide più Carlo ma un giorno, per caso, fu invitata a partecipare ad un evento di degustazione di vino dell’azienda “I Borboni” presso il Palazzo del Fascio nel paese di Sant’Arpino.

Eventi e incontri illuminanti

“ Durante l’evento al Palazzo del Fascio incontrai Carlo Numeroso che mi presentò un enologo. Decisi di contattarlo e di chiedergli una stima del mio vigneto. La sua stima non fu reale ma possibile per le mie tasche e scelsi di tenere la casa e l’azienda” Paola Riccio 

Nel 2004 si trasferisce nella casa di campagna e inizia a gestire il vigneto, nutrire le vigne, ricondizionare le piante e fare potature più basse.

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Terreno dei vigneti di Alepa

Il terreno dove si trovano le vigne di Alepa è argilloso con forte presenza di scheletro e un po’ di sabbia in alcuni tratti.

La zona del Volturno è una zona con terreno vario perchè sedimentale. Quando le catene appenniniche sono emerse, le zone a monte sono scivolate fermandosi lungo il corso del fiume e trasportando a valle un po’ di tutto.

Il terreno argilloso dona ai vini bianchi e rossi una grande sapidità e consistenza, rendendoli adatti all’invecchiamento.

Le viti, da sempre sono allevate a cordone speronato unilaterale e guyot. Oggi, a causa di fallanze, viene utilizzato anche il cordone speronato bilaterale.

Le piante sono trattate solo con zolfo e rame prestando molta attenzione a limitare i passaggi. Viene usato letame equino e inerbimento spontaneo e/o sovescio per nutrire le viti.

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Vendemmia – Alepa

Paola Riccio piano piano imparava le attività agricole e vitivinicole e contestualmente continuava a svolgere il suo lavoro di promotrice finanziaria.

Quando fu il tempo della vendemmia, vista la presenza delle attrezzature e della cantina, ascoltando l’istinto, decise di vinificare, imbottigliare e commercializzare il vino.

Una scelta di petto fatta senza alcuna strategia ma con tante soddisfazioni.

“È stata una follia ma un’esperienza che mi ha portata al miglioramento. Subito dopo ho stipulato un mutuo per costruire la nuova cantina e fare altri cambiamenti” Paola Riccio 

I primi vini prodotti con i vitigni storici, etichettati e commercializzati dall’azienda Alepa sono stati il “Santo Janni” un bianco di Falangina e Greco e il “Palenio” un rosso di Aglianico e Cabernet Sauvignon.

cabernetsauvignon-falanghina-pallagrellonero-greco-pallagrello-alepa-paolariccio-vino-naturale-caiazzo-caserta-aziendavinicola-mariacarolina-ricciobianco-borbone-borboniIl papà Eugenio appoggiava le sue scelte e insieme alla sorella Alessia la aiutava sia nelle attività agricole che in quelle di cantina.

Nel 2004 pianta il suo primo vigneto: barbatelle di Pallagrello Bianco. Nella zona questo vigneto è allevato da una ventina di piccole aziende che hanno piccole produzioni di vino.

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Riccio Bianco

Il Pallagrello, grazie a sovrainnesti, nel tempo ha sostituito l’Aglianico che era difficoltoso da gestire in quel microclima.

Il primo vino prodotto dal vigneto di Paola ha il nome di Riccio Bianco ed è quello che rappresenta di più lei e la sua Alepa.

Il Pallagrello nei banchetti dei Borbone

Il Pallagrello è un vitigno autoctono, a bacca bianca e nera, dal grappolo piccolo e acino tondo, che trova origine nella zona dell’alto casertano ed è stato custodito per anni da alcuni vignaioli.

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Pallagrello bianco – Alepa

Ebbe il massimo splendore nell’epoca dei Borbone, sotto il regno di Ferdinando IV, chiamato il Re Nasone, che lo scelse per la Vigna del Ventaglio di San Leucio, un luogo dove vivevano le varietà più prestigiose del Regno delle due Sicilie.

In quel tempo i vini prodotti da questo vitigno erano sempre presenti nei banchetti di corte. Per un periodo è sparito per tornare agli albori negli anni ’90 grazie alla tenacia e caparbietà di alcuni viticoltori del Volturno. Oggi viene allevato nella zone a nord-est di Caserta. 

Uno dei vini di Paola prodotti da una vigna Pallagrello Bianco si chiama Maria Carolina in onore della moglie di Ferdinando IV.

È un vino ricco e strutturato prodotto solo in alcune annate e rappresenta perfettamente una donna di grande valore, Maria Carolina d’Austria.

Figlia di Maria Teresa D’Austria e dell’imperatore Francesco I,  sposò Ferdinando IV di Napoli per siglare l’alleanza con i Borbone.

Era una donna decisa, determinata e molto intelligente e di fatto dopo aver partorito il principe ereditario entrò nel Consiglio di Stato, come previsto dal contratto matrimoniale e governò nella pratica il Regno di Napoli.

Napoli grazie a lei divenne centro culturale con intellettuali, giuristi, economisti, artisti e accademici come Galanti, Filangieri, Cirillo.

Revocò il divieto di associazione massonica e ampliò la marina militare affidata al suo favorito John Acton allontanando il regno di Napoli dall’orbita spagnola verso quella austriaca.

Era sostenitrice degli illuministi ma dovette rivedere la sua posizione schierandosi per i conservatori durante la rivoluzione francese.

Furono realizzate molte opere pubbliche tra le quali i tentativo della colonia di San Leucio, un progetto del defunto Filangieri che fu fatto proprio da Fedinando IV.

Dopo l’invasione francese fuggì con Ferdinando in Sicilia  e dopo sei mesi al ritorno sul trono sostenne le sentenze di morte contro i rivoluzionari.

Morì nel 1814 a Vienna dove fu collocata  in esilio dalle forze di Napoleone.

Attraverso le sperimentazioni, l’esperienza e lo studio Paola diventa una donna del vino

“Ho iniziato da zero e fatto varie sperimentazioni. La mia coscienza come imprenditrice del vino è cambiata. Da una persona che doveva salvare la proprietà e l’azienda, sono passata a fare le scelte giuste con la mente di una vignaiola” Paola Riccio 

Questo processo non è stato breve nè semplice perchè non aveva fatto studi specifici e non aveva familiari da cui apprendere. 

Paola ha fatto emergere l’espressività e la poliedricità del Pallagrello.

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Cantina Alepa

Ha vinificato secondo il metodo classico, secondo quelli più tradizionali con innesco spontaneo della fermentazione e macerazione con le bucce, fino a lavorazioni ossidative di vendemmie tardive aspettando l’attacco  di muffa nobile. 

È molto attenta alla sostenibilità ambientale e definisce il suo stile molto rustico, senza chimica, senza troppi interventi nè manipolazioni.

“Il mio vino è stato subito diverso, fuori dal coro. Avevo un’attrezzatura un po’ limitata, non chiarificavo e non facevo le stabilizzazioni tartariche. Lo lasciavo in acciaio e diventava sempre più chiaro e stabile” Paola Riccio 

All’inizio tutto era dettato dal suo pensiero naturale poi iniziò a studiare il fenomeno dei vini naturali e, per volontà del destino, un bel dì ci si ritrovò dentro.

Accompagnò il suo compagno, anche lui produttore di vino nella zona di Avellino, a Parigi per un evento dove era protagonista il vino biologico.

“Nel salone del vino di Parigi degustai i vini e capii che potevo vinificare in modo ancora più naturale. Continuai secondo il mio metodo fino a innescare le fermentazioni con lieviti indigeni, modalità comune per tutti coloro che sposano l’idea del vino naturale” Paola Riccio

Nel 2016 inizia a vinificare con lieviti indigeni e entra nel mondo dei vini naturali frequentando fiere e altri eventi.

I VINI DI ALEPA 

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I vini di Alepa

I vini dell’azienda non sono stabilizzati con coadiuvanti ecologici.

La fermentazione è spontanea con macerazioni prolungate con le bucce e lieviti indigeni estraendo in maniera naturale gli antiossidanti naturali e non usando prodotti estranei.

Alcuni vini fanno solo acciaio, altri acciaio e botte di legno di rovere o di castagno da 500 lt.

Riccio BiancoPallagrello Bianco – Terre del Volturno indicazione geografica tipica

Riccio NeroPallagrello Nero – Terre del Volturno indicazione geografica tipica

Privo 2018 – rosso – Campania Indicazione Geografica Tipica

♦Privo l’Eretico 2017 – Pallagrello Bianco – Terre del Volturno indicazione geografica tipica  – Il primo vino nato vinificando con lieviti indigeni

♥Maria Carolina – rosso – Campania Indicazione Geografica Tipica – Cabernet Sauvignon

♥Maria CarolinaPallagrello Bianco -Campania Indicazione Geografica Tipica

♠ISANTI – Vino Bianco – Pallagrello bianco 

Questo vino nasce da un esperimento fatto unicamente nella vendemmia 2010, quando furono vinificate delle uve vendemmiate a metà novembre con attacco di botrite
Il vino ha riposato più di 8 anni prima di essere messo in bottiglia, e prende il nome ISANTI dalla contrada SS Giovanni e Paolo dove ha sede l’Alepa 

♣Casa di Campagna – Vino rosso – Pallagrello e Cabernet Sauvignon 50%-50%

♣Casa di Campagna –  Terre del Volturno indicazione geografica tipica – Falanghina e Greco

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Le oche di Paola Riccio – Alepa

Il sogno di Paola Riccio è di gestire la maggior parte delle attività manualmente e con l’aiuto di animali come le oche per la trinciatura e di cavalli per lavorare il terreno.

“Ho comprato tre oche con l’idea di far crescere la famiglia e farmi aiutare in modo naturale nell’attività.” Paola Riccio 

I vini Alepa hanno carattere, una personalità forte e decisa che rispecchia quella di Paola.

“ Voglio lasciare con i miei vini la mia impronta, la mia identità” Paola Riccio

L’intervista si concluse prima di pranzo e Paola, Rossella e Valeria  come tre vecchie amiche in una grande stanza con grandi finestre, che permettevano alla natura di riflettersi nei nostri occhi, cominciammo un aperitivo fatto di bontà del luogo accompagnato dai vini di Alepa che incorniciavano la nostra conviviale chiacchierata. 

Questa zona della provincia di Caserta mi ha lasciato un dolce ricordo e ti invito ad organizzare un’escursione nella natura di San Giovanni e Paolo, frazione di Caiazzo e fermarti da Alepa dove conoscerai Paola Riccio, i suoi amici animali, la natura, le viti e i suoi buonissimi vini.

Ti abbraccio

Namastè

Valeria

Per leggere la prima parte del racconto clicca qui⇓

www.paesaggiumani.it/alepa-e-un-ricordo-di-tempi-dinfanzia

 

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